12 agosto 2021

Amici, Gravel, I Vosgi

Da quando ci è venuta in mente questa iniziativa, eravamo impazienti di metterla in pratica e di intraprendere finalmente questo piccolo itinerario Gravel point to point che circumnaviga la cima dell’Hohneck. È stato necessario dedicare un po’ di tempo per formare la squadra perfetta di rider motivati per questa uscita su bici Dimanche 29s e per individuare la finestra meteorologica adeguata in un’estate estremamente capricciosa; ed eccoci (finalmente) pronti a partire per questa micro-avventura.

Gli obiettivi di questa escursione erano relativamente semplici: trascorrere due giorni in bicicletta, due giorni di condivisione, alla scoperta della disciplina del Gravel per alcuni dei partecipanti e due giorni all’insegna del divertimento per tutti! Christophe, con la sua intima conoscenza dei percorsi dei Vosgi, ha concepito per noi un circuito stupendo caratterizzato da piccoli sentieri, strade panoramiche ed esperienze insolite. Juliette, esperta di E-MTB, è arrivata dall’Alta Savoia per scoprire i nostri incantevoli paesaggi dei Vosgi. Valentine, essendo la sua prima volta su una bici Gravel, ha affrontato questo percorso con un misto di apprensione ed entusiasmo. Clément, dal canto suo, monta frequentemente nei Vosgi una Dimanche 29.5 ed era ansioso di scoprire questo nuovo itinerario. A completamento del gruppo, Jérémie ci ha accompagnato ancora una volta per immortalare questo “ebike-packing trip” su video!

Il nostro punto di partenza era stato fissato in prossimità delle sponde del lago di Gérardmer, la “perla” dei Vosgi. Dopo uno spuntino veloce presso i panettieri locali giunge il momento per il piccolo gruppo di partire all’avventura. Il meteo si rivela perfetto e lasciamo il caos del centro città inerpicandoci su una stradina che sale ripidamente tra i boschi di Rochires per raggiungere l’alto Xonrupt-Longemer che offre una fantastica vista sugli chalet. Praticamente una formalità per le nostre bici da Gravel Dimanche 29 che hanno fagocitato agevolmente questi primi chilometri. La pioggia delle ultime settimane ha sortito il suo effetto benefico e il paesaggio circostante si presenta lussureggiante, il che ovviamente non dispiace affatto.

Continuiamo ad arrampicarci su un sentiero stretto, divertente e a tratti tecnico, ma così bello che assaporiamo ogni momento. Questo sentiero ci porta al rifugio “Saint-Jacques de Gérardmer” posto a 1.075 m di altitudine. Non sostiamo troppo a lungo e iniziamo la discesa sassosa (prestare la massima attenzione in questo tratto) che ci conduce verso il lago di Lispach. Valentine ha familiarizzato e preso confidenza molto velocemente con la sua Dimanche 29; riesce davvero a impressionarci riuscendo a stare nel gruppo (grazie alle modalità di assistenza) e percorrendo tratti in cui credevamo dovesse mettere i piedi a terra.

L’arrivo al lago di Lispach è sempre un momento incantevole grazie alle sue torbiere, le sue acque ricche di pesci e la sua bellezza selvaggia. Il luogo ideale per concederci una bucolica quanto meritata pausa pranzo! Ripartire dopo aver divorato i nostri panini è sempre un po’ faticoso, ma l’assistenza dinamica delle nostre Dimanche 29 ci consente di ovviare al problema.

Ci avviciniamo rapidamente alla località di La Bresse e iniziamo la lunga salita su un tipico, largo sentiero ghiaioso. Si snoda attraversando la foresta prima di sbucare sull’altopiano dell’Haut Chitelet che offre come ricompensa una vista mozzafiato sull’Hohneck che ci sovrasta. Per conquistarlo, imbocchiamo un ripido sentiero tecnico che passa accanto al rifugio Sotré. Il meteo rimane ancora favorevole e ci lustriamo gli occhi con la vista da cartolina dei laghi Longemer e Retournemer. Non ci tratteniamo troppo, i camosci ci attendono sulla cima di Hohneck! Sfrecciamo verso la cima gremita di escursionisti che si godono il panorama a 360° dalla cima più rappresentativa dei Vosgi (e la terza più alta del Massiccio con un’altitudine di 1363 m).

Il percorso diventa molto più tecnico man mano che ci dirigiamo verso il versante alsaziano caratterizzato da passaggi impegnativi ma che ci permettono comunque di arrivare in orario perfetto al nostro rifugio. Stringiamo i denti! Ci concediamo una pausa durante la quale avvistiamo diversi camosci che affrontano le difficoltà offerte dalle cime rocciose e per scattare una foto di gruppo, poi proseguiamo in direzione del resort di Gashney.

La parte più impegnativa si è conclusa; il gruppo è unito e sorridente. Una piccola sorpresa prima dell’ultima discesa sulla strada che ci porta al luogo prescelto per trascorrere la serata: Valentine si accorge che il suo vasetto di olio di cocco portato per lenire le scottature solari si è rotto spalmandosi su tutto il suo freno posteriore… Oops! Cerchiamo di ripulirlo, ma la prudenza si impone durante la discesa. Il freno posteriore è immediatamente ribattezzato “GRX-Coco”! Ovviamente cambieremo le pastiglie dei freni in serata. Siamo giunti alla fattoria Hinterberg, celata in mezzo alla foresta.

Siamo accolti calorosamente da Gaby, quasi ottantenne, che seguita ad occuparsi dei suoi visitatori in cima al Metzeral. Questo tipico, piccolo, agriturismo è riservato interamente a noi e approfittiamo dell’aria fresca di fine giornata per bere qualcosa sulla terrazza e fare un bilancio della giornata. Il morale del gruppo è alto, nessuna caduta, nessuna disavventura tecnica a parte il freno “GRX-Coco” di Valentine e la soddisfazione di aver passato una giornata straordinaria sul massiccio dei Vosgi. Mentre approfittiamo di questo tempo per recuperare, Gaby è alle prese con i fornelli. Torna diversi minuti dopo con una Baeckoeffe [bèke-ofe] gigante! Questo piatto tradizionale alsaziano è in cottura già da diverse ore. Baeckeoffe significa “forno da fornaio”. È un piatto tradizionale, a base di carne, patate e verdure marinate, che le massaie preparavano prima di recarsi in campagna a lavorare e che lasciavano cuocere nel forno del fornaio; l’unico forno esistente in paese nei secoli scorsi. Abbiamo reso giustizia allo chef divorando il delizioso e nutriente piatto prima di recarci nelle nostre camere e riposarci in modo tale da recuperare le energie necessarie per il giorno successivo.

Sveglia senza affrettarsi seguita da una colazione buona e abbondante, così da disporre di riserve energetiche adeguate per il prossimo giorno di escursione su gravel. Salutiamo Gaby e ci rimettiamo in sella per continuare il nostro itinerario. Presso il resort di Gaschney pedaliamo su fantastici singletrack nella foresta. Ci fermiamo per riprendere alcune immagini. Jérémie, che sta filmando questa avventura, ci ferma puntualmente lungo tutto il percorso al fine di ripercorrere diverse sezioni. È l’occasione per riprendere fiato e per essere aggrediti dalle zanzare… tante, tantissime! Dopo una discesa interminabile su un fantastico Gravel track, giungiamo ai piedi della salita principale con 300 m di dislivello e pendenze, in alcuni punti, del 10%.

Dapprima ci muoviamo su track ampi, poi su singletrack tecnici e ripidi, dove le gomme larghe e il motore performante fanno sentire il loro peso! Infine concludiamo la salita su una strada appena asfaltata con vista sulle falesie della riserva Frankenthal-Missheilme. Non indugiamo troppo a lungo in cima al colle Schlucht che separa simbolicamente l’Haut-Rhin dai Vosgi sfuggendo al trambusto dei turisti e lanciandoci in una lunga discesa su strada che ci consente di avanzare velocemente. Arrivando sul fondovalle, percorriamo il periplo del lago Retournemer per poi dirigerci verso il lago Longemer.

Di nuovo sull’asfalto per costeggiare il lago e attraversare il villaggio di Xonrupt. La fine della nostra avventura è vicina e approfittiamo degli ultimi chilometri insieme per formare un plotoncino in direzione di Gérardmer. Decidiamo di concludere questa cavalcata di due giorni e di condividere quanto abbiamo vissuto insieme con un’ultima sosta da chez Mémé (un grazioso caffé nel centro storico della città) per brindare e rifocillarci. Il conto per cortesia! Le ultime centinaia di metri ci riportano al punto di partenza, sulle rive del lago di Gérardmer, con la sensazione di aver vissuto una grande avventura a livello umano e sportivo dietro i manubri delle nostre Dimanche 29 su una catena montuosa che non ha mai smesso di meravigliarci durante le nostre scorribande.

Un piccolo regalo per voi: abbiamo inserito qui sotto la traccia GPX del nostro percorso. Per coloro che non hanno avuto l’opportunità di visitare i Vosgi, è sufficiente prendere la bicicletta ed evadere: con la famiglia, con gli amici o in solitaria. Come si dice: “l’avventura può iniziare già all’angolo della strada” ;-{D

I riscontri relativi all'esperienza...

Valentine

“Sono davvero grata e orgogliosa di aver partecipato a questa avventura. Disponendo solo di un minimo di competenze tecniche in materia di MTB e nessuna esperienza nel bikepacking, per me era un’incognita totale. Ma non vedevo l’ora di vivere quest’avventura, nella natura, in bicicletta insieme a rider appassionati! Christophe ci ha confezionato un percorso incredibile, caratterizzato dai magnifici paesaggi offerti dai Vosgi, tratti tecnici e sezioni scorrevoli e semplici… L’itinerario è stato estremamente eterogeneo, l’ho letteralmente adorato!

Ero la meno esperta del gruppo, ma non ho avuto l’impressione di averli effettivamente rallentati. Confesso che a volte è stato difficile ma per niente spiacevole, anzi, ero felice perché grazie alla bici elettrica sono riuscita a completare un itinerario che mi sarebbe stato complicato da affrontare senza bicicletta a pedalata assistita. E non avrei mai potuto seguire il gruppo attivamente senza la mia Dimanche 29. Inoltre, il secondo giorno ho davvero acquisito confidenza grazie ai consigli di Tof e Juju. Sono appassionati esperti ed estremamente pazienti. La loro disponibilità nel condividere la loro esperienza, l’ho trovata entusiasmante.

È stato un viaggio divertentissimo e senza problemi (beh, ok, a parte il mio freno GRX-Coco…). Non siamo mai sofferto troppo nonostante il percorso tecnico particolarmente lungo. Abbiamo riso molto, non abbiamo litigato, tutti erano entusiasti di vivere questa esperienza! E soprattutto era un’occasione per “staccare la spina”. Partendo con solo ciò che potevamo portare sulle nostre bici, per dormire in un ostello, che svuota la testa dai pensieri, abbiamo avuto la sensazione di ricaricare le nostre pile e questo ci ha fatto sicuramente bene. Vogliamo rifarlo al più presto, per partire alla scoperta di nuovi orizzonti. Gravel per me rappresenta la travel bike a tutto tondo che ti permette di andare dove vuoi, quando vuoi, in compagnia o in solitaria. Libertà! “

Clément

Mi avvicino sempre a queste micro-avventure di 2-3 giorni con molto entusiasmo e impazienza. Erano presenti tutti gli ingredienti fondamentali per garantire il successo dell’avventura: un grande gruppo con personalità ed esperienze diverse, la conoscenza del territorio da parte di Christophe (per non perdersi!), le sue battute e il suo diffuso buon umore, persone interessanti da incontrare, trail bellissimi e panorami da “cartolina”. Una vera e propria valvola di sfogo per rilassarsi, queste evasioni sono per me una profonda boccata d’aria di cui sono diventato dipendente, e per giunta se possono essere condivise con gli amici, è ancora meglio!

Il percorso è stato estremamente diversificato e divertente dall’inizio alla fine. Su alcune sezioni tecniche più prossime alla MTB ho potuto percepire fino a che punto la Dimanche 29 possedeva i requisiti necessari per affrontarle. Questa bici è incredibilmente a suo agio ovunque e la posizione in sella è realmente confortevole e sicura per macinare chilometri.

Ho avuto la possibilità di visitare un po’ della catena dei Vosgi da quando sono capitato qui nel 2017. Non mi stanco mai della bellezza selvaggia e della varietà naturale del territorio, ma anche dell’accoglienza incredibilmente calorosa degli abitanti. È stato un piacere condividere questi due giorni in bicicletta con il nostro incredibile gruppo e mostrare loro la nostra incredibile regione. Ritengo che tutti abbiano apprezzato moltissimo questa micro-avventura di Moustache. Sono convinto che tornerò presto a percorrere alcune parti del percorso che mi sono piaciute molto, soprattutto sopra il villaggio di Xonrupt con i suoi bei trail nel bosco dove abbiamo avuto a disposizione uno spettacolo immerso nel verde. Ho i formicolii alle gambe quando ripenso a questa avventura, non vedo l’ora che inizi la prossima!

Juliette

La mia prima esperienza di bikepacking e la prima esperienza su Gravel su un territorio ignoto per l’unico “espatriato” della comitiva, come ero io. Una combinazione di nuove esperienze che non vedevo l’ora di intraprendere attorniata da un eccezionale gruppo! Due giorni di puro divertimento attraversando magnifici sentieri diversificati sotto il sole nel territorio dei Vosgi e dell’Alsazia, con in più il vantaggio offerto da luoghi emblematici come lo Schlucht o l’Hohneck.

E cosa aggiungere riguardo a questo incredibile ostello nascosto nella foresta dove abbiamo avuto la possibilità di passare la sera e la notte… Una vera oasi di pace e serenità dove ci siamo trovati così a nostro agio… e anche dove abbiamo potuto gustare un ottimo Baeckeoffe. Non rivelerò le dimensioni del vacherin glacé che abbiamo assaggiato per non farvi sbavare.

Devo ammettere che avevo qualche preoccupazione riguardo al Gravel riding: pedalare su sentieri e trail off-road, su una bici da strada con gomme larghe… abbastanza anomalo. Venendo da una MTB equipaggiata con sospensioni e abituata a una regione montuosa con sentieri impegnativi, ho avuto difficoltà a cogliere il potenziale di questo famoso Gravel riding di cui tutti parlano. Ma quest’avventura mi ha riservato un sacco di sorprese e sono stato conquistata dalla versatilità della Dimanche 29. Al di là del suo profilo “tuttofare”, sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fatto di divertirmi a scendere su una bici rigida in posizione abbassata (e sì, non pensavo che sarebbe stato possibile!).

Christophe

In principio, personalmente, si trattava di elaborare un percorso sui sentieri vosgiani intorno a Gérardmer, la “Perla dei Vosgi”, e La Bresse-Hohneck a 1.363 m di altitudine. Una sfida che dovrebbe coniugare il bikepacking su bici Gravel elettriche, con livelli eterogenei dei membri del gruppo, la scoperta della praticabilità e l’esplorazione di nuovi paesaggi (per foto mozzafiato!).

A mio parere, abituato a pedalare su ghiaia, abbastanza intensamente per la maggior parte del tempo, ho davvero apprezzato questo momento di condivisione di questi sentieri poco conosciuti con i miei compagni di squadra, un po’ come se avessi svelato agli altri dei passaggi segreti… La catena montuosa dei Vosgi è nota per essere particolarmente ostile, sia per la sua asprezza in inverno che per il suo caldo soffocante in estate, ma in compenso abbiamo avuto la possibilità di pedalare su un parco giochi eccezionale caratterizzato da condizioni meteo perfette. Il vantaggio delle nostre bici Gravel è che possiamo pedalare con la stessa facilità su strada come sui sentieri off-road, affrontando addirittura alcune parti tecniche difficili, sentendoci perfettamente a nostro agio ovunque.

La ciliegina sulla torta è stata osservare i sorrisi e l’eccitazione dei miei compagni durante il nostro viaggio, e soprattutto l’accoglienza particolarmente calorosa del nostro anfitrione Gaby che si è preso cura di noi come se fossimo dei re nel suo ostello più genuino. Siamo stati deliziati da specialità regionali alsaziane, come la baeckeoffe e un’enorme vacherin…

Jérôme Gilloux | E-Team Leader

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